Il ritorno del lupo e dell’orso nelle aree alpine lombarde rappresenta un segnale importante per la biodiversità e conferma la capacità degli ecosistemi regionali di ricostituirsi.
Una presenza che può essere compatibile con le attività umane, se ben gestita.
È questo uno dei messaggi dello studio realizzato da PoliS‑Lombardia, presentato ad aprile 2026 e promosso dal Consiglio regionale lombardo, dedicato alla presenza e alla gestione di grandi predatori e specie invasive in Lombardia.
I principali dati per il territorio lombardo: Lupo e orso: presenza stabile o in espansione nelle aree alpine e prealpine; nel 2024 si registrano 123 eventi di predazione e 78.000 euro di indennizzi, con la prevenzione che risulta più efficace dell’intervento ex post. Cinghiale: resta la criticità maggiore, con oltre 6 milioni di euro di danni agricoli l’anno e un ruolo centrale nella diffusione della peste suina africana. Nutria: specie invasiva particolarmente diffusa nelle aree di pianura, con gravi impatti su argini, infrastrutture idrauliche e colture.
Azioni prioritarie sono monitoraggio continuo, prevenzione strutturale e coordinamento tra istituzioni per una convivenza sostenibile.
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