- Lombardia 2026 - Segnalazione convegni 12 - 30 marzo 2026
- PoliS-Lombardia - Integrazione e lavoro dei migranti non comunitari in Italia (2024)
- PoliS-Lombardia - L’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) nel 2023
- PoliS-Lombardia - La mortalità in Italia e Lombardia (2015-2024)
- PoliS-Lombardia - Risorse minerali non energetiche e acque minerali naturali in Lombardia (2015-2023)
Lombardia 2026 – Sommario n. 12 del 30 marzo 2026
RAPPORTO LOMBARDIA 2025
Rapporto Lombardia 2025 - Salute e benessere - Goal 3
Fonte: PoliS-Lombardia
Il quadro della salute in Lombardia appare complessivamente stazionario, ma con alcuni segnali di attenzione. Nel 2024, la speranza di vita alla nascita rimane invariata rispetto al 2023, attestandosi a 84,1 anni. Più da evidenziare è invece l’andamento della speranza di vita in buona salute alla nascita: l’ultima stima, riferita al 2024, scende a 59 anni, segnando una diminuzione e toccando il livello più basso dal 2012 (58,5). Peggiorano anche alcuni indicatori soggettivi di benessere. In Lombardia diminuisce la percentuale di persone con più di 14 anni che dichiarano di godere di una buona salute percepita, pari a 65,27% nel 2024 (-2,64% rispetto al 2023). Analogamente, l’indice di salute mentale registra un calo, raggiungendo il 68,7%, con una riduzione del 0,29% rispetto al 2023. Sul fronte della prevenzione, durante la stagione invernale 2023/2024 si osserva una lieve diminuzione della copertura vaccinale antinfluenzale tra gli over 65 (-3,44% rispetto all’inverno precedente). La quota di vaccinati in Lombardia, pari al 53,4%, risulta sostanzialmente in linea con la media nazionale, che si attesta al 53,3%
MEDIA-LIBRARY
VIDEO - FOCUS - Il terziario in Lombardia (2025) [goal 9] [PRSS 4]
Fonte: PoliS-Lombardia
I dati di Unioncamere, Lombardia 2025: il Bilancio del terziario, analizzati da PoliS-Lombardia, mostrano un settore terziario a due velocità. In sintesi: Servizi: +2,7% nel 2025, quinto anno consecutivo di crescita. Trainano servizi alle persone (+4%) e alle imprese (+3,4%). Commercio al dettaglio: +0,9%, con risultati migliori per supermercati e negozi non specializzati (+1,3%). Prezzi: la crescita del fatturato del commercio è sostenuta anche dall’inflazione, oggi più contenuta rispetto al 2022-2023. Occupazione: +4,3%. Per il 2026 pesano la ripresa del manifatturiero e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
AREA ECONOMICA
Fonte: Dipartimento per le Politiche Sociali, del Terzo Settore e Migratorie (MLPS) - A cura di Valeria Marina Borodi
Negli ultimi decenni, il fenomeno migratorio e la presenza di una radicata comunità di cittadini stranieri sul territorio nazionale hanno assunto sempre maggiore importanza per la vita del Paese. Al 31 dicembre 2024 i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia sono 3.810.741, con un aumento di circa il 5,6% rispetto alla stessa data dell’anno precedente. La loro distribuzione territoriale è concentrata nel Centro-Nord (che ospita il 35,7% dei titolari di permesso di soggiorno), di cui il 25,1% si colloca in Lombardia e il 13,1% solo nella provincia di Milano. Il fenomeno è accompagnato dall’intervento di diverse politiche dell’immigrazione e dell’integrazione, come il Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo (2024) e la Programmazione integrata 2021-2027. Quest’ultima, aggiornata a febbraio 2026, definisce le principali linee di intervento per favorire l’inserimento lavorativo e la partecipazione dei migranti alla vita economica e sociale dell’Italia.
AREA ISTITUZIONALE
L’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) nel 2023 [goal 16] [PRSS 7]
Fonte: MEF - A cura di Antonio Dal Bianco
La Lombardia è la seconda regione italiana per imposta Irap dopo il Lazio, con un gettito nel 2023 di più di 6,8 miliardi di euro. La quota del territorio lombardo vale circa il 22% di quella nazionale. Lombardia e Lazio valgono oltre il 50% dell’imposta totale. Il Lazio per la presenza dei Ministeri, la Lombardia soprattutto per l’importanza della base produttiva-imprenditoriale.
AREA SALUTE
L’analisi della mortalità per tutte le cause in Italia e Lombardia (2015-2024) [goal 3] [PRSS 2]
Fonte: ISTAT - A cura di Gloria Porcu
L’analisi dei dati ISTAT sulla mortalità nel periodo 2014–2024 evidenzia come la Lombardia presenti, nella maggior parte degli anni, tassi di mortalità standardizzati per età e sesso inferiori rispetto al dato nazionale, con l’eccezione del 2020, anno della pandemia di Covid-19 (con un tasso pari a 13,5, superiore a quello nazionale che era 12,4). Nel 2024, in Italia si sono registrati 653.109 decessi per tutte le cause, in diminuzione del 2,7% rispetto al 2023 (671.065). Di questi, 102.828 decessi (pari al 15,7% del totale nazionale) si riferiscono alla Lombardia, dove la riduzione rispetto all’anno precedente risulta più contenuta (-1,2%). Il numero di decessi per tutte le cause risulta più elevato nelle femmine che nei maschi; se standardizzati per età, emergono valori più elevati nelle femmine solo a partire dal 2022. Si evidenzia anche un incremento dei decessi all’aumentare dell’età, a conferma del peso predominante delle fasce più anziane. A livello provinciale lombardo, Pavia registra i tassi più elevati (13,0 nel 2023 e 12,7 nel 2024) e Monza e della Brianza i più bassi (10,0 sia nel 2023 sia nel 2024), suggerendo eterogeneità locali nella mortalità.
AREA TERRITORIALE
Fonte: ISTAT - A cura di Matteo Fornara
In Lombardia l’andamento dei prelievi di risorse minerali non energetiche e di acque minerali naturali a fini produttivi risulta molto vario tra il 2015 e il 2023. Tra le risorse minerali si registra un notevole incremento (+8%) per sabbia e ghiaia, che fa della Lombardia la prima regione italiana per l’estrazione di questi materiali. Anche in materia di acque minerali naturali, il prelievo sul territorio regionale mostra una crescita costante (+9,5%) nel periodo oggetto di analisi, rappresentando nel 2023 un quinto del totale nazionale.
SEGNALAZIONI
Lombardia 2026 - Segnalazione convegni (aggiornamento settimanale)
A cura di PoliS-Lombardia - Centro di documentazione e Biblioteca
Nonostante le denunce femminili complessive siano numericamente inferiori a quelle degli uomini, in termini relativi la quota degli infortuni in itinere sul totale degli infortuni della componente femminile è più alta rispetto a quella maschile, ed è cresciuta lungo tutto il quinquennio 2020-2024: si è passati dal 17,2% del 2022 al 26,6% del 2023, per arrivare al 27,3% nel 2024. Per gli uomini, invece, la quota degli infortuni in itinere nel 2024 si è fermata al 15,7%. Anche per le denunce con esito mortale, infine, l’incidenza tra le lavoratrici nel 2024 è più elevata, pari al 38,1% (37 su 97), mentre per gli uomini la quota scende al 23,7% (265 su 1.118).
Sostanzialmente stabile, rispetto all’anno precedente, il numero dei Centri antiviolenza (CAV). Sono 409 i CAV attivi nel 2024, +1,2% rispetto al 2023 e +45,6% rispetto al 2017 (anno della prima Indagine), quando erano 281. I CAV che hanno risposto all’indagine ISTAT sono 364, con un tasso di risposta stabile rispetto al 2023.
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