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Lombardia 2026 - numero 16 del 27 aprile 2026

Lombardia 2026 è uno strumento di conoscenza realizzato da PoliS-Lombardia settimanalmente, che riporta dati e contenuti significativi riferiti alla Lombardia emersi nell'ultimo periodo, sia prodotti che elaborati dall'Istituto. Insieme a questi dati si raccolgono e propongono approfondimenti e riflessioni di contesto (nazionale e internazionale), utili a comprendere le principali dinamiche evolutive del mondo in cui viviamo.
 
Oltre al report si segnala:
 
 

Lombardia 2026 – Sommario n. 16 del 27 aprile 2026

APPROFONDIMENTI - Gli effetti della crisi nello Stretto di Hormuz. 9

 

ANALISI GENERALI 9

OCSE - OECD Economic Outlook, Interim Report March 2026. Testing Resilience. 9

Il conflitto in Medio Oriente sta mettendo alla prova la resilienza dell’economia globale. Le prospettive sono circondate da un’elevata incertezza e riflettono l’interazione di due forze opposte. Da un lato, la crescita è sostenuta dal forte slancio degli investimenti e della produzione nel settore tecnologico, da aliquote tariffarie inferiori rispetto a quanto ipotizzato in precedenza e dall’effetto trascinamento dei solidi risultati del 2025. Dall’altro, il blocco delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz e la chiusura o il danneggiamento di alcune infrastrutture energetiche hanno generato un’impennata dei prezzi dell’energia, turbando l’offerta globale di risorse energetiche e di altre materie prime fondamentali, come i fertilizzanti. Ciò sta causando un aumento dei costi, gravando sulla domanda e alimentando le pressioni inflazionistiche. 9

FMI - Global Financial Markets Confront the War in the Middle East and Amplification RiskS. 9

Il Global Financial Stability Report di aprile 2026 valuta l'aumento dei rischi per la stabilità finanziaria nel contesto della guerra in Medio Oriente, evidenziando come molteplici canali di amplificazione potrebbero mettere alla prova la resilienza e spiegando perché sia necessaria un'azione politica decisa per salvaguardare la stabilità globale. Secondo i dati più recenti del Fondo Monetario Internazionale (FMI), il rapporto sottolinea diverse criticità emerse dall'attuale conflitto. Canali di Amplificazione: Il FMI avverte che lo shock bellico (in particolare la chiusura dello Stretto di Hormuz) agisce da innesco per vulnerabilità preesistenti, come l'elevato debito sovrano e la leva finanziaria nel settore non bancario. Settore Non Bancario (NBFI): Hedge fund, venditori di opzioni ed ETF a leva sono indicati come potenziali acceleratori di instabilità a causa del rischio di vendite forzate (forced selling) in caso di brusco inasprimento delle condizioni finanziarie. Mercati Emergenti: Questi paesi affrontano pressioni crescenti sulle valute e deflussi di capitale dovuti all'inversione dei carry trade e al peggioramento delle ragioni di scambio causato dal caro Investimenti in AI. Il report segnala che il boom degli investimenti nell'Intelligenza Artificiale potrebbe subire un brusco rallentamento se il conflitto dovesse persistere, influenzando la crescita. 9

FMI - Data Mapper 10

Realizzato dal FMI, permette di confrontare gli andamenti del Pil per le economie mondiali sia in termini storici sia attraverso previsioni. È disponibile una mappa geografica per scegliere il singolo paese e confrontare il suo andamento con quello delle altre economie. 10

FMI - Global Economy in the Shadow of War 10

L’economia globale si trova ad affrontare nuove prove, mentre la guerra in Medio Oriente minaccia di interrompere la crescita e il processo di disinflazione. Breve approfondimento sul contesto. Rischio Stagflazione: La minaccia combinata alla crescita (a causa dei costi energetici) e alla disinflazione (per via delle pressioni sui prezzi di petrolio e gas) sta creando il timore di una nuova fase stagflattiva. Target Banche Centrali: Questo scenario rende difficile per le banche centrali procedere con il taglio dei tassi d'interesse, poiché l'inflazione "importata" dal costo delle materie prime rimane superiore ai target prefissati. 10

ISPI - Guerra e incertezza: l’ennesimo shock asimmetrico. 11

Il rapporto mette in fila anche due scenari alternativi, entrambi peggiori del quadro di riferimento. Nella prima ipotesi, il prezzo del petrolio salirebbe dell’80% e il gas del 160% nel secondo trimestre del 2026 rispetto allo scenario delineato a gennaio 2026, per poi rientrare solo in parte; l’effetto sarebbe un ulteriore rallentamento della crescita al 2,5% per quest’anno. Nella seconda ipotesi invece, ancora peggiore, i prezzi delle materie prime energetiche rincarerebbero ancora di più. E la crescita globale scenderebbe sotto il 2% nel 2026, mentre l’inflazione raggiungerebbe quasi il 6%. In entrambi i casi, l’impatto sarebbe più forte sui mercati emergenti: al rincaro delle materie prime si sommerebbero inflazione più alta e condizioni finanziarie più restrittive. 11

 

ENERGIA, TASSI INTERESSE, MATERIE PRIME. 11

CONFINDUSTRIA - Rincari dell’energia, calo di fiducia e aspettative, rialzo dei tassi sovrani: primi impatti della guerra. 11

Peggiorato lo scenario. Il prezzo del petrolio è alto, nonostante la fragile tregua nella guerra in Medio Oriente. L’impatto dello shock energetico già si legge in molti dati sull’economia italiana: cade la fiducia delle famiglie, anticipando una frenata dei consumi; risalgono i tassi sovrani; si abbassano le attese sull’industria, che stava provando a risalire; frenano anche i servizi. Reggono gli investimenti che nei primi tre mesi del 2026 sono ancora sostenuti dalle risorse del PNNR. 11

ASSOLOMBARDA - Il conflitto in Medio Oriente: prezzi delle materie prime in ascesa e scenari di crescita ridotta. 11

Un aggiornamento sulle ricadute economiche della guerra in Medio Oriente, ripercorrendone i principali effetti e prospettandone scenari e impatti. Oltre a fornire una panoramica dei canali di trasmissione, si presenta una sintesi delle più recenti ipotesi di crescita rilasciate da importanti istituzioni e previsori privati e vengono aggiornate le reazioni nei prezzi delle materie prime. 12

ASSOLOMBARDA - La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia. 12

In uno scenario in cui il conflitto dura tre mesi, si stima che l’economia lombarda crescerà dello 0,6% nel 2026, sopra la media nazionale (+0,3%), ma in netto ribasso rispetto al +1,0% previsto a gennaio. Lo shock colpisce più duramente la Lombardia, e in generale il Nord Italia, rispetto al resto del Paese, a causa della maggiore concentrazione ed esposizione dell’industria in questi territori. L’aumento dell’incertezza fa sì che l’impatto si espanda anche ai servizi, lato offerta, e a consumi e investimenti, lato domanda: la crescita di quest’ultimi è particolarmente rivista al ribasso per il 2026. Come nelle stime di gennaio, l’incremento annuo per l’economia del ‘Quadrilatero’ di Assolombarda è previsto sopra la media regionale, ma viene anch’esso corretto al ribasso da +1,6% a +1,0%. 12

 

FARMACI 12

Quotidianosanità.it - La guerra in Medio Oriente: da una crisi di approvvigionamento a una emergenza globale. 12

Il problema riguarda non le scorte nei magazzini, non le forniture già contrattualizzate, ma la capacità stessa di produzione dei farmaci. Ricordiamo che l’Italia è il primo produttore di farmaci in Europa, e che la Lombardia è la Regione italiana con la maggiore quota di produzione. 12

 

Scienzainrete - Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz. 13

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. 13

 

PLASTICA. 13

Rinnovabili – Guerra in Iran: gli effetti sull’offerta petrolchimica, prezzi della plastica in salita. 13

Attraverso lo Stretto di Hormuz transitano ogni anno prodotti petrolchimici per un valore stimato tra i 20 e i 25 miliardi di dollari. Effetti: prezzo di plastica e polimeri in aumento (il prezzo della plastica segue quello del greggio, riduzione dei margini e della redditività del settore. La Lombardia è la prima regione chimica d’Europa. 13

 

AGRICOLTURA. 13

FAO - Indice dei prezzi dei prodotti alimentari 13

L’Indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari in aumento a marzo, trainato dal rincaro energetico legato al conflitto in Medio Oriente. Le tensioni sulle forniture di fertilizzanti e gli elevati prezzi dell'energia aggiungono incertezza ai mercati, nonostante la situazione delle scorte di cereali complessivamente favorevole a livello mondiale. 13

FAO - Misure strategiche preventive per attenuare la crisi dei prezzi e delle scorte dei principali fattori di produzione agroalimentari 14

Il Capo Economista FAO sollecita misure strategiche preventive per attenuare la crisi dei prezzi e delle scorte dei principali fattori di produzione agroalimentari. Il quadro: Le esportazioni di una percentuale compresa tra il 20 e il 45 percento dei principali fattori di produzione agroalimentari dipendono dal passaggio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Se gli agricoltori producono con meno fattori di produzione, ci saranno minori raccolti nel corso dell’anno e nel 2027, con prezzi dei prodotti alimentari più alti e una probabile inflazione dei prezzi al dettaglio dei generi alimentari negli anni a venire. La maggior parte degli agricoltori ha già margini molto scarsi e, se andranno in bancarotta, la situazione dell’approvvigionamento alimentare mondiale peggiorerà a lungo. Nelle scorse crisi, le restrizioni commerciali e alle esportazioni hanno aggravato i picchi dei prezzi alimentari, in quanto i tentativi di isolare i mercati interni da quelli mondiali hanno peggiorato le condizioni globali. I mercati dei fertilizzanti e dell’energia sono rigidi, pertanto i prezzi possono salire molto più di quanto implichino le variazioni dei volumi di scambio. Probabilmente i mercati reagiranno molto rapidamente se le navi non attraverseranno lo Stretto quanto prima. 14

 

RAPPORTO LOMBARDIA 2025. 15

Rapporto Lombardia 2025 - Lavoro dignitoso e crescita economica - Goal 8

Fonte: PoliS-Lombardia. 15

Con un tasso di occupazione pari al 69,4%, la Lombardia nel 2024 si posiziona tra le regioni italiane con i livelli occupazionali più elevati (media nazionale pari a 62,2%). Positivo anche il dato sulla disoccupazione che è particolarmente bassa, al 3,6% (media nazionale 9,1%, europea 6,5%). La Lombardia, poi, mantiene una forte capacità attrattiva, con un saldo migratorio tra i più alti d’Italia (6,1‰ vs 4,1‰ nazionale), pur registrando nel 2024 una crescita dell’occupazione inferiore alla media nazionale (+0,82% contro +1,5%). Permangono alcune lacune nelle competenze digitali: il 32,4% dei candidati non possiede skill di base, il 26,2% mostra carenze informatiche e matematiche, e quasi uno su cinque è insufficiente nell’uso delle tecnologie 4.0. Sul fronte aziendale, la regione supera la media nazionale: il 52,5% delle imprese usa servizi di consulenza e system integration (+8,2), il 62% dispone di infrastrutture IT (+3,5), l’81,1% adotta soluzioni di cybersecurity (+4,8) e il 46,7% ricorre a tecnologie per la gestione dei dati Big Data, Analytics, IoT (+5,2). 15

 

AREA ECONOMICA. 17

Condizioni di vita e reddito delle famiglie in Italia e Lombardia (2024-2025) [goal 1] [PRSS 2] 17

Fonte: ISTAT - A cura di Sara Maiorino. 17

Il rischio di povertà ed esclusione sociale in Lombardia si attesta nel 2025 al 12,5%, in diminuzione rispetto al 2024. In Italia tale valore è pari al 22,6%, anch’esso in miglioramento rispetto all’annualità precedente. A livello regionale, nonostante il decremento della percentuale di persone a rischio povertà e della percentuale di coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa, si rileva un aumento di persone in grave deprivazione materiale e sociale, che si attesta al 4,4% nel 2025 (1,8% nel 2024). 17

 

AREA SOCIALE. 18

L’inclusione scolastica degli studenti con disabilità in Italia e in Lombardia (2023-2024) [goal 4] [PRSS 3] 18

Fonte: ISTAT - A cura di Valeria Marina Borodi 18

Nell’anno scolastico 2023-2024 sono quasi 359mila gli studenti con disabilità in Italia che frequentano le scuole di ogni ordine e grado, circa 21mila (+6%) rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2018-2019 l’incremento è stato del 26%. È cresciuta anche la quota di docenti per il sostegno con una formazione specifica: dal 63% al 73% in quattro anni, ma sono ancora molti gli insegnanti non specializzati (27%, nel Nord 38%). 18

 

AREA TERRITORIALE. 19

La governance del servizio idrico integrato in Italia (2026) [goal 6] [PRSS 5] 19

Fonte: Rapporto Blue Book 2026 di Fondazione Utilitatis - A cura di Matteo Fornara. 19

Anche nel 2025 in Italia, la gestione del servizio idrico integrato all'interno dei singoli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) continua a presentare un quadro frammentato e disomogeneo, ancora lontano dalla piena attuazione del principio di unicità, in base al quale ciascun ATO dovrebbe fare capo a un unico gestore. Nel dettaglio, gli affidamenti a gestore unico coprono il 55% della popolazione italiana, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (54%). Un ulteriore 8% risiede in ambiti territoriali dove il processo di unificazione della gestione è ancora in corso (9% nel 2024). Il restante 29% della popolazione - concentrato prevalentemente nel Nord Italia - vive in territori dove, pur essendo stato formalmente individuato un gestore unico, rimangono operativi più gestori industriali titolari di regolari affidamenti. Il rapporto 2026 sullo stato del SII nazionale di Fondazione Utilitatis mostra una situazione sostanzialmente stabile. 19

La fragilità dei comuni lombardi (2022) [goal 11] [PRSS 5] 20

Fonte: ISTAT - A cura di Marco D’Antuono. 20

Nel 2022, la Lombardia si conferma tra le regioni meno vulnerabili d’Italia: solo il 3,7% dei comuni (0,3% della popolazione) presenta una fragilità massima o molto alta, contro il 14,9% nazionale. Al contrario, il 60,6% dei residenti vive in comuni a fragilità minima. Le criticità persistono nelle aree montane di confine (alto comasco e nord varesino), nell’Oltrepò Pavese e in parte della Valchiavenna, zone penalizzate da piccole dimensioni demografiche e perifericità rispetto ai servizi. Restano invece virtuose le aree della provincia di Sondrio grazie all'attrattività turistica, mentre i capoluoghi di provincia e le aree più densamente popolate mostrano livelli di fragilità minimi o molto bassi, grazie a una maggiore accessibilità ai servizi essenziali e alla presenza di un sistema economico-produttivo solido e attrattivo. 20

 

SEGNALAZIONI 21

Lombardia 2026 - Segnalazione convegni (aggiornamento settimanale) 21

A cura di PoliS-Lombardia - Centro di documentazione e Biblioteca. 21

Fondazione per lo sviluppo sostenibile - Transport Poverty Lab - 1° Green paper sulla povertà dei trasporti 21

Il Regolamento Europeo che istituisce il Fondo Sociale per il Clima definisce la povertà dei trasporti come “l'incapacità o la difficoltà di individui e famiglie di sostenere i costi del trasporto privato o pubblico, o la mancanza o l'accesso limitato ai trasporti necessari per accedere a servizi e attività socioeconomiche essenziali, considerando il contesto nazionale e spaziale”. La mobilità è una condizione abilitante della partecipazione economica e sociale: ridurre le barriere economiche e territoriali che limitano la mobilità personale significa rendere effettivo l'esercizio di diritti fondamentali. Il documento è stato realizzato seguendo tre direttrici di analisi, sintetizzabili nelle “3 C”: Considerare, Comprendere e Contrastare la povertà dei trasporti. 21

I-COM - Il prezzo nascosto della pirateria. L’impatto sulla sicurezza degli utenti e sul futuro delle nuove generazioni 21

Il numero di atti di pirateria realizzati in Italia annualmente supera costantemente le 290 milioni di unità e coinvolge circa il 40% della popolazione adulta. La perdita di fatturato complessiva in tutti i settori economici ha superato nel 2024 i due miliardi di euro (+10% rispetto al 2023), con un impatto sul PIL nazionale pari a 904 milioni di euro. Lo studio "Il prezzo nascosto della pirateria" di I-Com (Istituto per la Competitività) dedica ampio spazio a un aspetto spesso trascurato: il danno che la pirateria arreca direttamente a chi la pratica. 21

Ministero del lavoro e delle politiche sociali / Quotidiano sanità - Piano non autosufficienza 2025-2027. Doppio binario anziani-disabili, nuovi criteri di riparto e soglie Isee fino a 65.000 euro per i casi più gravi 22

È stata diffusa la bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che adotta il Piano nazionale per la non autosufficienza (PNNA) 2025-2027. Il Piano, adottato in continuità con il ciclo precedente 2022-2024 e approvato dalla Rete della Protezione e dell’Inclusione Sociale nella riunione del 4 dicembre 2025, si colloca in una fase di profondo cambiamento del welfare italiano. Il sistema è infatti in corso di ridefinizione a seguito di due importanti riforme: il decreto legislativo 62 del 2024, relativo alla disabilità e attuativo della legge delega 227 del 2021, e il decreto legislativo 29 del 2024, riguardante le politiche per gli anziani e attuativo della legge delega 33 del 2023. In questo contesto, il Piano 2025-2027 ha il compito di fungere da collegamento tra la programmazione attuale e il nuovo quadro normativo, ancora in fase di sperimentazione, accompagnando una transizione destinata a durare per tutto il triennio. 22

PoliS-Lombardia - Lo smart working in Italia. Da necessità a nuovo stile di vita (2023) 23

A cura di Simonetta Guzzo. 23

Nel 2023, il 13,8% degli occupati in Italia - circa 3,4 milioni di persone - ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile, dato quasi triplo rispetto al 4,8% pre-pandemico del 2019. Nonostante la stabilizzazione rispetto al picco del 2021 (15,1%), l'Italia rimane al di sotto della media europea (9,1% per chi lavora da remoto almeno metà dei giorni). La diffusione è fortemente disomogenea sul territorio: Lazio e Lombardia guidano la classifica regionale, mentre Milano raggiunge il 38,3% tra i grandi comuni. I settori più coinvolti sono l'informatica e le comunicazioni (60,2%) e le attività finanziarie (43,7%). Il fenomeno riguarda prevalentemente lavoratori con alto titolo di studio (29% tra i laureati), professioni qualificate e, in misura leggermente maggiore, le donne (15,2% contro il 12,7% degli uomini). È quanto emerge dal Censimento permanente della popolazione 2023 di ISTAT. 23

PoliS-Lombardia - Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro in Lombardia (2023) 24

Quanto è sicuro lavorare in Lombardia? Gli infortuni, più o meno gravi, sono passati dai 51mila casi del 2018 ai 46mila del 2023. Segnali positivi, certo, anche se pure una sola vittima resta sempre troppo. Il report di Polis sottolinea alcuni dati interessanti: Settori: i più esposti restano metalmeccanica e costruzioni: rispettivamente il 12.3% e il 10.8% sul totale di infortuni non gravi (dato 2023). Infortunati: Prevalentemente uomini: circa 3 su 4. 1 su 2 ha tra i 40 e i 55 anni. Stranieri coinvolti: dal 20% del 2018 a circa il 25% nel 2023. La maggioranza da Marocco, Albania e Romania. Infortuni mortali: 61 nel 2024. Quasi tutti uomini tra i 41 e i 55 anni. 1 su 3 è straniero. Controllo e prevenzione: le ispezioni delle ATS hanno portato a sanzioni con prescrizioni nel 94.5% dei casi del 2024, solo nell’1.7% alla sospensione dell’attività. L’attività richiesta a PoliS-Lombardia dal Consiglio regionale della Lombardia, con un Progetto esecutivo approvato ad aprile 2024, ha avuto come obiettivo quello di approfondire ed analizzare: 1. Il contesto e dati relativi alla sicurezza ed alla salute nei luoghi di lavoro in Lombardia (tenendo conto degli ambiti di attività della Commissione, in particolare, prevenzione in edilizia e agricoltura ed infortuni e incidenti sul lavoro); 2. Le modalità organizzative, procedurali e best practices nei contesti nazionali ed internazionali. 3. Un’analisi comparativa del contesto lombardo rispetto ad altre esperienze nazionali e internazionali individuando i punti di forza e di debolezza dei diversi modelli. La ricerca ha previsto nello specifico, l’individuazione e analisi di buone pratiche nell’area della sicurezza. I dati regionali sono sempre aggiornati al link https://www.regione.lombardia.it/sanita/prevenzione-e-stili-di-vita/infortuni-lavoro. 24