Lombardia 2026 – Sommario n. 33 del 14 settembre 2026
APPROFONDIMENTI - Gli effetti della crisi nello Stretto di Hormuz
Fonte: Assolombarda
L'analisi del Centro Studi Assolombarda rileva la tenuta dell'economia italiana nella prima metà del 2026, ma evidenzia forti pressioni rialziste sui costi delle materie prime. La crisi dello Stretto di Hormuz ha ridotto drasticamente i transiti navali a meno di 5 navi al giorno, impattando sui costi energetici e logistici. Ad agosto, il gas naturale europeo ha toccato i 62,1 €/MWh (+90% su base annua), superando poi i 70 €/MWh e toccando i massimi da oltre tre anni. Gli stoccaggi di gas in UE si attestano al 65,4%, un livello significativamente inferiore rispetto alla media stagionale degli ultimi dieci anni (oltre il 75%). Di riflesso, anche il prezzo dell'elettricità in Italia ha registrato un forte aumento, crescendo del +65,5% su base annua. I costi della logistica marittima sono raddoppiati, con il World Container Index in aumento del +94,1% rispetto allo scorso anno. Il petrolio Brent si è attestato in media a 88,1 $/barile ad agosto (+4,9% sul mese, ma in flessione del 15,1% negli ultimi tre mesi), mentre tra i metalli il rame ha toccato un record storico spinto dalle tensioni geopolitiche. I prezzi di oro e argento sono cresciuti prima di frenare dopo il discorso a Jackson Hole del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh. Nel settore agroalimentare si registrano rincari per grano e mais a causa del riaccendersi delle tensioni nel Mar Nero che minacciano le esportazioni. In Italia, le stime preliminari Istat indicano di conseguenza un'accelerazione dell'inflazione, passata dal +2,9% di luglio al +3,3% ad agosto.
MULTIMEDIA
VIDEO – FOCUS – La silver economy in Lombardia
Fonte: Centro di Ricerca sul Lavoro Carlo Dell'Aringa (CRILDA) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore
La Silver Economy è definita come l'insieme delle opportunità economiche legate all'invecchiamento della popolazione e ai bisogni degli over 50. Secondo il rapporto "La Silver Economy in Lombardia", realizzato dal Centro di Ricerca sul Lavoro Carlo Dell'Aringa (CRILDA) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ripreso da PoliS-Lombardia, questo fenomeno ammonta a circa 105 miliardi di euro, pari al 52% del PIL regionale. Tra i risultati più rilevanti dello studio: • Entro il 2054 gli over 65 supereranno i 3 milioni e rappresenteranno circa un terzo della popolazione lombarda. • Al contrario di ciò che si è portati a credere, la Silver Economy non riguarda solo la salute: la principale voce di spesa è la casa e l'energia (36%), seguita da alimentazione (14%) e trasporti (8,6%). • I consumi della popolazione over 50 sostengono circa 1,7 milioni di posti di lavoro in Lombardia. • Circa il 40% delle imprese lombarde segnala già difficoltà nel reperire personale, mentre l'invecchiamento della popolazione rende sempre più centrale il tema del ricambio generazionale. • Telemedicina, tecnologie assistive, abitare senior e servizi per l'invecchiamento attivo sono tra gli ambiti con le maggiori prospettive di sviluppo nei prossimi anni.
AREA ECONOMICA
Fonte: Prometeia, Istat - A cura di Guglielmo Zatti
Le regioni del sud stanno recuperando terreno. Dopo la pandemia, grazie ai fondi del PNRR, il tasso di crescita delle regioni del Mezzogiorno è leggermente superiore a quello del resto del Paese. Anche le performance del tasso di occupazione e disoccupazione evidenziano un recupero di alcune regioni del Sud Italia. Il lascito del PNRR, nonostante non sia sempre assicurato il vincolo di destinazione del 40% sugli investimenti pubblici, è quello di aver ridotto gli squilibri economici del Paese. Dal 2020, le regioni con la maggiore crescita cumulata del PIL sono Sardegna (+10,80%), Sicilia (+10,69%) e Campania (+9,91%), seguite da Lombardia (+9,68%).
AREA SOCIALE
Monitoraggio delle Liste di Attesa nelle regioni italiane (primo semestre 2026) [goal 3] [PRSS 2]
Fonte: AGENAS - A cura di Alina Tratsevich
Il monitoraggio AGENAS delle Liste di Attesa evidenzia nel primo semestre 2026 un miglioramento della percentuale di tempi rispettati sia a livello nazionale sia in Lombardia, con la regione che si colloca al di sopra della media nazionale sia per le prime visite (81,8% vs 78,5%) sia per gli esami diagnostici (85,5% vs 84,6%).
Sistema di accoglienza e integrazione in Lombardia (2025) [goal 10] [PRSS 2]
Fonte: Rapporto SAI 2025 - A cura di Sara Maiorino
La Lombardia, con 59 progetti attivati e 3.376 posti (8,2%), si conferma la principale regione del Nord-Ovest per consistenza della rete di accoglienza. L’81,4% dei posti sono in accoglienza ordinaria, il 15,2% per minori stranieri non accompagnati e il 3,4% in posti per migranti con problematiche sanitarie o mentali.
Fonte: ISTAT - A cura di Francesca Licari
Nel 2025 la mobilità residenziale in Lombardia si intensifica, con un aumento dei trasferimenti interni del 6,3% e delle immigrazioni dall’estero del 3,6% rispetto al 2024, mentre gli espatri dei cittadini italiani diminuiscono del 19,6%. Nonostante il calo delle partenze, il saldo migratorio internazionale degli italiani resta negativo (-11,1 mila). Le dinamiche territoriali mostrano una marcata eterogeneità tra province e comuni capoluogo: in molti casi le perdite negli scambi con i comuni della stessa provincia sono compensate dai saldi positivi con le altre regioni e soprattutto con l’estero. Nei capoluoghi, infatti, la componente internazionale rappresenta generalmente il principale fattore di crescita migratoria, contribuendo al tempo stesso a ridefinire la distribuzione della popolazione all’interno del territorio lombardo. A Milano nel 2025 il saldo migratorio con gli altri comuni lombardi è pari a -11,4 per mille residenti.
SEGNALAZIONI
Lombardia 2026 - Segnalazione convegni (aggiornamento settimanale)
Una selezione di inviti/programmi relativi a convegni, seminari, workshop sulla realtà lombarda e su temi di cui l’Istituto si occupa. È possibile anche iscriversi per ricevere gli aggiornamenti via mail.
ARERA - Relazione annuale 2025
La Relazione Annuale 2026 di ARERA, presentata al Parlamento dal nuovo Collegio presieduto da Nicola Dell'Acqua, illustra lo stato dei servizi regolati (energia elettrica, gas, servizio idrico, rifiuti e telecalore) analizzando i dati del 2025 e tracciando il Quadro Strategico 2026-2029. In un contesto segnato da perdurante instabilità geopolitica e incertezza sui mercati internazionali, l'Italia ha evidenziato dinamismi contrastanti: consumi elettrici sostanzialmente stabili (+0,1%) ma con una flessione della generazione da fonti rinnovabili (-1,5%) compensata dal rialzo del termoelettrico, a fronte di consumi di gas naturale in ripresa (+2%) trainati da un forte aumento delle importazioni di GNL. Sul fronte dei prezzi al dettaglio, il costo finale dell'energia per le famiglie ha risentito pesantemente del rialzo delle componenti fiscali e degli oneri di sistema, pur in presenza di una relativa tenuta della materia prima. L'Autorità ha confermato il proprio impegno verso la transizione ecologica e la tutela dei consumatori, rafforzando gli strumenti contro le pratiche scorrette e la protezione degli utenti vulnerabili nel percorso post-fine tutela. Nel settore idrico e in quello dei rifiuti urbani, ARERA ha proseguito nell'azione di perequazione territoriale e promozione degli investimenti infrastrutturali. La pianificazione strategica per il quadriennio pone infine al centro la stabilità regolatoria, l'efficienza dei mercati al dettaglio e il completo allineamento agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC.
Nel 2026 l’economia lombarda si muove in un contesto nuovamente segnato da forti elementi di incertezza a livello internazionale. La crescita regionale per il complesso dell’anno è, tuttavia, attesa leggermente superiore rispetto alle stime di aprile, sostenuta da un avvio d’anno più favorevole del previsto e da una buona tenuta dell’industria e dei consumi interni. L’espansione lombarda si conferma poco sopra la media italiana e sostanzialmente allineata alle principali economie europee, pur con andamenti territoriali differenziati: Milano si distingue per maggiore dinamismo, Monza e Brianza resta vicina al dato regionale, Lodi e Pavia avanzano a ritmi più contenuti. Lo sguardo al quadro complessivo resta però prudente: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, le pressioni inflazionistiche, il rallentamento del commercio globale (al netto dell’IA) e il raffreddamento della fiducia di famiglie e imprese potrebbero frenare l’espansione nella parte centrale dell’anno.
European Commission - European innovation scoreboard 2026
Il Comitato Europeo dell'Innovazione (EIS) misura e confronta quanto bene i paesi dell'UE - e diversi paesi non appartenenti all'UE - si comportano in materia di ricerca e innovazione. Pubblicato ogni anno dalla Commissione Europea, offre a governi e responsabili politici un quadro chiaro dei punti di forza e di debolezza dell'innovazione nei loro paesi, e di come si confrontano con gli altri. L'Europa continua a performare bene nell'innovazione, mostrando una crescita costante nel tempo. Secondo l'EIS 2026, la performance dell'innovazione dell'UE è aumentata di 11,6 punti percentuali rispetto al 2019. Vale anche la pena notare che è migliorata di 1,7 punti percentuali dal 2025 al 2026, dopo un anno di crescita più lenta. Tutta l'UE ha migliorato i propri punteggi di innovazione dal 2019, ma il ritmo dei progressi varia significativamente all'interno dell'Unione. In definitiva, le performance dell'innovazione dell'UE hanno visto quasi un decennio di crescita continua.
L’invecchiamento della popolazione determina una crescente pressione sui sistemi pensionistico e sanitario, restringendo al contempo le risorse pubbliche disponibili per gli interventi a favore delle giovani generazioni. In Italia, l’indice di dipendenza — ovvero il rapporto tra la popolazione residente in età non attiva e quella in età lavorativa — ha raggiunto 57,6 punti (Istat, gennaio 2024), evidenziando il crescente rischio di uno squilibrio intergenerazionale nella distribuzione delle risorse pubbliche. Tale squilibrio risulta già significativamente orientato a favore della popolazione over 65, sempre più rilevante sia in termini numerici sia dal punto di vista elettorale. Il quadro delineato rende necessario il superamento di un approccio basato prevalentemente sulla compensazione, volto a intervenire sulle disuguaglianze una volta che queste si sono già manifestate, a favore di una strategia di prevenzione e di riequilibrio strutturale. Quest’ultima dovrebbe integrare sistematicamente la dimensione generazionale nei processi di programmazione economica, fiscale e sociale del Paese.
Fondo Monetario Internazionale - Italy: Selected Issues
La bassa produttività e crescita dell'Italia riflettono, in parte, persistenti divari di capitale umano dovuti a una spesa limitata per l'istruzione e a una bassa efficienza di spesa. Inoltre, una popolazione invecchiata che sta riducendo l'offerta effettiva di lavoro e una crescente domanda di competenze digitali e adattabili rendono macro-critico migliorare i risultati educativi. Con un alto debito pubblico che limita lo spazio fiscale, le politiche devono aumentare sia l'adeguatezza che l'efficienza della spesa educativa. Questo documento esamina le riforme per colmare le lacune di competenze all'interno delle risorse esistenti. Evidenzia l'apprendimento permanente come pilastro importante e sottolinea che un coordinamento e un targeting più forti, insieme a percorsi di istruzione nella prima infanzia e formazione professionale, sono essenziali per migliorare la preparazione all'IA, sostenere l'adattamento tecnologico e sostenere una crescita inclusiva.