ammortizzatori

Ammortizzatori sociali - Licenziamenti collettivi

Gli ammortizzatori sociali sono prestazioni economiche che consentono di tutelare il reddito dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi occupazionale. Essi sono di due tipologie:

 

1. Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, detti AMMORTIZZATORI SOCIALI CONSERVATIVI

La materia è regolata dal Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148, Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183 che prevede:

  • la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) che può essere richiesta nel caso di sospensioni o riduzioni di attività causate da situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'impresa o ai dipendenti, o situazioni temporanee di mercato.
  • la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) che può essere richiesta quando le sospensioni o riduzioni d’attività sono causate da difficoltà e/o necessità aziendali di tipo strutturale.
  • I Fondi di Solidarietà che intervengono nel caso di datori di lavoro appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell'ambito di applicazione della CIGO e della CIGS.

Documentazione Ammortizzatori sociali

 

2. Ammortizzatori sociali che intervengono a seguito di un licenziamento collettivo o individuale

La materia è regolata:

  • per quanto riguarda i licenziamenti collettivi dalla Legge 23 luglio 1991, n. 223;
  • per quanto riguarda più in generale la disoccupazione involontaria dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22.

 

La procedura di licenziamento collettivo

La procedura di Licenziamento collettivo è regolata dalla L. 223/1991 e ss.mm.ii. Si parla di licenziamento collettivo per indicare la procedura che una impresa che occupi più di 15 dipendenti deve attuare in presenza di una delle due seguenti condizioni:

1.quando l’impresa ammessa ad un intervento di CIGS, ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative

2.quando l’impresa, a seguito di una riduzione o di una trasformazione di attività, o in caso di cessazione della stessa, intenda licenziare almeno 5 lavoratori nell'arco di 120 giorni in un'unica unità produttiva in Lombardia o in più unità produttive nell'ambito del territorio di una stessa provincia

 

1. Avvio della procedura

In entrambi i casi, l’impresa deve avviare la procedura mediante una comunicazione scritta inviata alle rappresentanze sindacali aziendali e alle OO.SS. maggiormente rappresentative sul territorio. La comunicazione di avvio della procedura deve essere inviata anche all'Istituto tramite l’applicativo telematico VertenzeOnLine (procedura obbligatoria dal 01/07/2017).

 

Cosa deve contenere la comunicazione di avvio della procedura?

Nella comunicazione di avvio l’impresa deve dare indicazioni su:

  • i motivi che determinano la situazione di eccedenza;
  • i motivi tecnici, organizzativi o produttivi, per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione ed evitare, in tutto o in parte, la dichiarazione di mobilità;
  • il numero, la collocazione aziendale e i profili professionali del personale eccedente;
  • i tempi di attuazione del programma di mobilità;
  • le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale della attuazione del programma medesimo.

 

2.Fase di consultazione sindacale

Entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazione di avvio, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e/o delle rispettive associazioni, si procede ad un esame congiunto tra le parti, allo scopo di esaminare le cause che hanno contribuito a determinare l'eccedenza del personale e le possibilità di utilizzazione diversa dello stesso, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro. La fase sindacale deve essere esaurita entro 45 giorni dalla data del ricevimento della comunicazione dell'impresa (il termine è ridotto della metà se i lavoratori in esubero sono meno di 10) e, una volta conclusa, l’impresa invia all'Istituto comunicazione scritta sul risultato della stessa.

Se le parti raggiungono un accordo nella fase sindacale, la procedura si esaurisce e il datore di lavoro può intimare i licenziamenti. Se le parti non raggiungono un accordo entro i termini di legge, l’Azienda, o un soggetto da essa delegato, comunica ad l'Istituto l’esito negativo della fase sindacale tramite l’applicativo telematico VertenzeOnLine (procedura obbligatoria dal 01/07/2017).

 

3.Fase di consultazione amministrativa ed esame congiunto in sede pubblica

Qualora non sia stato raggiunto l'accordo, l'Istituto convoca le parti per un esame congiunto in sede pubblica al fine di un ulteriore esame della situazione, e della formulazione di eventuali proposte per la realizzazione di un accordo. La fase amministrativa deve comunque esaurirsi entro 30 giorni dalla data di inserimento nell’applicativo telematico VertenzeOnLine della comunicazione di esito negativo della fase sindacale (il termine è ridotto della metà se i lavoratori in esubero sono meno di 10).

Oggetto dell’esame congiunto è l’analisi delle cause che hanno contribuito a determinare l'eccedenza del personale e le possibilità di utilizzazione diversa di tale personale, o di una sua parte, nell'ambito della stessa impresa, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro. L’art. 4, comma 12, della legge n. 223 del 1991, prevede che gli eventuali vizi della comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo possano essere sanati, ad ogni effetto di legge, nell'ambito di un accordo sindacale concluso nel corso della procedura stessa.

Successivamente alla conclusione dell’esame congiunto in sede pubblica, il datore di lavoro può intimare i licenziamenti entro 120 giorni, individuando i lavoratori da licenziare secondo i criteri stabiliti dall’art. 5, L. 223/1991 (carichi di famiglia, anzianità del lavoratore, esigenze tecniche, produttive e organizzative dell’impresa). L’eventuale accordo tra le parti, verbalizzato e sottoscritto nella fase di consultazione sindacale o nella successiva fase di consultazione in sede amministrativa, può stabilire criteri di individuazione dei lavoratori da licenziare alternativi rispetto a quelli stabiliti dall’art. 5, L. 223/1991 e prorogare il termine previsto dalla legge per l’intimazione dei licenziamenti.

 

A decorrere dal 01 luglio 2017 la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo, la comunicazione di esito della fase sindacale e tutte le altre comunicazioni riguardanti la procedura (eventuale accordo sindacale sottoscritto dalle parti prima dell’esame congiunto, richiesta di rinvio della convocazione, comunicazione di revoca della procedura) devono essere obbligatoriamente trasmesse a PoliS-Lombardia tramite l’applicativo telematico VertenzeOnLine.

L’esame congiunto in sede pubblica della situazione aziendale è convocato dall'Istituto soltanto a seguito del ricevimento della comunicazione di esito negativo della fase sindacale della procedura, e si conclude entro 30 giorni dalla data di inserimento della suddetta comunicazione di esito negativo nell’applicativo telematico VertenzeOnLine, ridotti alla metà se i lavoratori in esubero sono meno di 10.

11/10/2018