Politiche del lavoro

Il tema delle politiche del lavoro è stato per anni la specificità di ARIFL - Agenzia regionale per l’istruzione, la formazione e il lavoro, che dal 2018 è andata ad arricchire le funzioni di PoliS-Lombardia.

Le attività da sviluppare nel prossimo triennio si basano sull’analisi della situazione del mercato del lavoro nel 2017.

 

Ci sono buoni tassi di crescita dell’occupazione e una riduzione, meno che proporzionale, della disoccupazione. In Lombardia il tasso di disoccupazione (al 2017) oscilla fra il 6 e 7% con una tendenza ad un’ulteriore riduzione, mentre il numero degli occupati è ritornato al di sopra dei livelli pre-crisi. Un maggior numero di persone si affaccia sul mercato alla ricerca del lavoro, anche per integrare i redditi familiari che sono stati schiacciati dalla crisi. La crescita dell’economia regionale, che in buona parte si basa anche sulla crescita degli investimenti, non si traduce tutta automaticamente in crescita dell’occupazione, cosicché continuano a riproporsi contemporaneamente problemi di disoccupazione e problemi di reperimento delle risorse umane giuste da parte dei datori di lavoro. La velocità del cambiamento tecnologico richiede una maggiore attenzione alla formazione degli adulti sul luogo di lavoro e nella transizione fra un lavoro e l’altro anche attraverso la cooperazione fra pubblico e privato.

Sul versante delle politiche del lavoro il 2017 ha evidenziato le difficoltà dei livelli centrali dello stato a disegnare, progettare e gestire politiche efficaci. La partenza dell’assegno di ricollocazione è stata segnata da una modalità di campionamento dei beneficiari che ne ha ridotto l’impatto a poche migliaia di utenti in tutto il paese: resta ancora da vedere se il sistema di compensazione degli operatori avrà gli impatti attesi sull’efficacia della misura. La definizione di standard e livelli essenziali di prestazione (LEP) a livello nazionale procede a rilento su un livello troppo astratto e apparentemente ignaro della effettiva realtà operativa dei centri pubblici per l’impiego. Lo sviluppo di funzioni seppure minimali sui sistemi informativi nazionali procede con lentezza e su una infrastruttura sottodimensionata.

Le modifiche all’impianto dei sistemi di cassa integrazione ha ridotto il tempo che intercorre fra dichiarazione dello stato di crisi e licenziamenti collettivi, riducendo gli spazi di accordo nelle trattative in corso, che pure si sono ridotte di numero grazie ad una migliore congiuntura economica.

I punti chiave per le azioni del governo regionale, date le principali variabili dello scenario, restano il rafforzamento dei modelli di politica attiva e il rafforzamento dei sistemi pubblici di intervento diretto tramite i CPI – Centri per l’impiego. Le attività di supporto da programmare possono quindi prevedere:

  • il supporto tecnico a dote lavoro e lo sviluppo di una eventuale nuova edizione che poggi su sistemi di accreditamento basati sulla valutazione degli operatori;
  • la formulazione e lo sviluppo di un nuovo modello di funzionamento dei CPI che consenta una effettiva attuazione di LEP finalizzati alla ricollocazione e il supporto alla formazione dei dipendenti che si occupano di mercato del lavoro nel sistema pubblico;
  • l’avvio e la sperimentazione di strumenti per l’analisi e la diffusione delle informazioni sul mercato che supporti meglio l’orientamento degli utenti e lo sviluppo della politica attiva.

 

Nell’ambito di questo puntuale accompagnamento alle politiche, PoliS-Lombardia si occupa, per la Giunta regionale, delle procedure di accesso alla CIGS per crisi aziendale o riorganizzazione, riguardanti una o più unità operative ubicate in Lombardia, svolgendo l’esame congiunto in sede pubblica sulla situazione aziendale previsto nella fase di consultazione sindacale.

PoliS Lombardia si occupa inoltre dei “Contratti di Solidarietà” stipulati dalle aziende in crisi della Lombardia, seguendo l’istruttoria per le domande inerenti il sostegno.

21/09/2018