Lombardia 2026 – Sommario n. 11 del 23 marzo 2026
RAPPORTO LOMBARDIA 2025
Rapporto Lombardia 2025 - Sconfiggere la fame - Goal 2
Fonte: PoliS-Lombardia
In Lombardia, i dati sulla povertà alimentare restituiscono un quadro in chiaroscuro. Nella circoscrizione Nord-Ovest, cui la regione contribuisce per quasi due terzi della popolazione, nel 2024 la quota di famiglie che non può permettersi di consumare carne o pesce ogni due giorni sale al 11,1%, un valore raddoppiato rispetto al 2023. Un segnale preoccupante che richiede un attento monitoraggio. Le difficoltà emergono anche sul piano della qualità dell’alimentazione. I prodotti a più alto valore nutritivo hanno un costo per caloria più elevato e risultano quindi meno accessibili alle famiglie più povere. Nel 2024, in Lombardia, solo il 77,7% delle famiglie consuma regolarmente frutta e ortaggi, mentre nel 2015 la quota era pari all’83,1%. In parallelo, l’incidenza dell’obesità è tornata a crescere, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 15 anni. Sul fronte produttivo emergono invece segnali incoraggianti: l’agricoltura lombarda è altamente intensiva e registra una produzione lorda standard per ettaro più che doppia rispetto alla media nazionale. Il metodo biologico resta dunque una scelta di nicchia, interessando solo il 5,5% della superficie agricola regionale, contro una media italiana di circa 20%.
MEDIA-LIBRARY
VIDEO - FOCUS - Un Paese, due emigrazioni (2002-2024) [goal 5] [PRSS 2]
Fonte: PoliS-Lombardia su dati Svimez
Il fenomeno dei “nonni con la valigia” racconta un’Italia che si muove anche in età avanzata: anziani del Mezzogiorno che si trasferiscono stabilmente al Centro-Nord per stare vicino ai figli e accedere a servizi migliori, come emerge dal Rapporto SVIMEZ “Un Paese, due emigrazioni. Freedom to move, right to stay”, ripreso da PoliS-Lombardia. Dal 2002 al 2024 gli over 75 meridionali che vivono stabilmente in una regione del Centro-Nord senza aver cambiato residenza sono raddoppiati: da 96mila a oltre 184mila. Alla base degli spostamenti: ricongiungimento familiare e difficoltà di accesso a cure e servizi nei territori di origine. La mobilità sanitaria dal Sud verso il Centro-Nord vale circa 1,2 miliardi di euro l’anno. La Lombardia è tra le principali aree di destinazione, con effetti diretti sulla programmazione dei servizi sociosanitari.
Un Paese, due emigrazioni (2002-2024) [goal 5] [PRSS 2]
Fonte: Svimez - A cura di Francesca Licari
Tra il 2002 e il 2024 quasi un milione di giovani under 35 ha lasciato il Sud per trasferirsi nel Centro-Nord, con una perdita di circa 270 mila laureati. Il Centro-Nord si configura come area di attrazione e trattenimento dei laureati, mentre il Mezzogiorno svolge in larga parte una funzione di formazione del capitale umano. È quanto emerge dal rapporto Svimez che le dinamiche migratorie dei giovani italiani, evidenziando la perdita di capitale umano dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord e l’estero. Un’altra forma di mobilità riguarda gli anziani del Mezzogiorno, definita “mobilità sommersa” perché poco visibile. A causa dei divari nell’offerta di servizi sanitari tra Nord e Sud, molti anziani meridionali trascorrono lunghi periodi o si trasferiscono di fatto nelle regioni del Centro-Nord, spesso per ricongiungersi ai figli emigrati e per avere un accesso più facile a cure e assistenza. Il numero di anziani in questa condizione sarebbe più che raddoppiato tra il 2002 e il 2024, passando da circa 96 mila a oltre 184 mila persone. Da qui la necessità di nuove politiche per rafforzare occupazione qualificata, welfare e servizi nei territori meridionali.
AREA ECONOMICA
Nota trimestrale sul mercato del lavoro in Lombardia (IV trimestre 2025) [goal 8] [PRSS 4]
Fonte: Rilevazione continua sulle forze di lavoro di ISTAT - A cura di Nicola Orlando
Nel quarto trimestre 2025, il mercato del lavoro lombardo mostra segnali contrastanti: l'occupazione cresce moderatamente (+0,3%), la disoccupazione continua a ridursi (-8,2%), ma il tasso di attività arretra (-0,3 p.p.), riconducibile alla sola componente femminile. L'analisi per genere rivela andamenti divergenti, con il tasso di occupazione maschile in aumento (+0,1 p.p.) e quello femminile in calo (-0,4 p.p.), il tasso di disoccupazione femminile in diminuzione (-0,8 p.p.) e quello maschile in moderato aumento (+0,1 p.p.), e il tasso di attività delle donne in perdita (-0,9 p.p.) a fronte di un recupero della componente maschile (+0,2 p.p.). La crescita occupazionale è sostenuta dalle costruzioni e dall'agricoltura, comparti a prevalente presenza maschile, mentre servizi e industria in senso stretto si contraggono, penalizzando soprattutto l'occupazione femminile. Mediamente nel 2025, gli occupati raggiungono 4.567 mila (+0,6%), con una crescita concentrata sulla componente maschile (+1,1%), mentre quella femminile rimane sostanzialmente stabile, e i disoccupati si riducono significativamente a 139 mila (-19,6%).
AREA ISTITUZIONALE
La spesa statale regionalizzata (2024, stima provvisoria) [goal 16] [PRSS 7]
Fonte: Ragioneria Generale dello Stato (RGS) - Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) - A cura di Antonio Dal Bianco
La Lombardia è la seconda regione italiana per destinazione dei pagamenti del Bilancio dello Stato, dopo il Lazio. Se si esclude dal computo della spesa statale, quella per interessi a servizio del debito pubblico, la situazione in termini assoluti non cambia. Il valore pro capite della spesa del Bilancio dello Stato nel 2024 è di 3.336 euro a fronte di una media nazionale di 4.977 euro. In rapporto al Pil, il peso del Bilancio dello Stato arriva in Lombardia al 6,83% contro una media nazionale del 13,77%.
Le partecipate pubbliche in Italia nel 2023 [goal 16] [PRSS 7]
Fonte: ISTAT - A cura di Antonio Dal Bianco
Le partecipate delle pubbliche amministrazioni sono monitorate da diverse fonti (Istat, Corte dei Conti, Conti Pubblici territoriali). ISTAT fornisce una fotografia aggiornata al 2023 delle imprese partecipate dalle pubbliche amministrazioni, evidenziando il collegamento con i settori legati all’erogazione dei servizi pubblici locali. A fronte di un contenuto calo delle imprese controllate dalle pubbliche amministrazioni, si registra una crescita nel numero di addetti e del valore aggiunto prodotto.
AREA SOCIALE
I professionisti sanitari attivi (2021-2023) [goal 3] [PRSS 2]
Fonte: ISTAT - A cura di Gloria Porcu
Si presentano i principali risultati nazionali e lombardi relativi a medici (esclusi specializzandi) e infermieri, elaborati sulle tavole dati ISTAT relative ai professionisti sanitari attivi nel mercato del lavoro del settore pubblico e privato aggiornate per gli anni 2021-2023. Al 2023 risultano attivi 286,566 medici e 406,783 infermieri, di cui rispettivamente 46,411 (16.2%) e 64,869 (15.9%) lombardi. Rispetto al 2021, in Lombardia si registra un +0.8% per i medici e un -1.1% per gli infermieri, contro il +1% e +0.05% rilevato a livello nazionale. Il tasso per 10.000 residenti mostra forte variabilità regionale, con valori in Lombardia pari a 46.5 (+0.4%) per medici e 64.9 (-1.4%) per infermieri, più bassi rispetto a quelli nazionali, rispettivamente pari a 48.6 (+1.2%) e 69.0 (+0.3%). Per i medici non emergono sostanziali differenze di genere, sia a livello nazionale (53.8% uomini e 46.2% donne) che a livello lombardo (50.3% e 49.7%). La figura dell’infermiere vede, invece, una prevalenza di donne (76.2%), ancora più marcata in Lombardia (81.0%). In Lombardia l’età media di medici e infermieri, pari a 53 e 45 anni, risulta simile a quella nazionale (pari a 54 e 45 anni), e nello specifico, il 21.4% dei medici e il 33.4% degli infermieri ha meno di 40 anni, il 40.5% e il 59.8% ha 40-59 anni, mentre il 38.1% e il 6.9% è ultra 60enne. Infine, in Lombardia si registra una maggior percentuale di medici e infermieri che lavorano nel settore privato rispetto al dato italiano (61.3% e 39.4% vs 53.2% e 26.8%).
AREA TERRITORIALE
La condizione abitativa degli anziani (2023) [goal 1] [PRSS 2]
Fonte: ISTAT - A cura di Emanuele Dell’Oca
Nel 2023, più di una famiglia su quattro (25,9%) in Italia è composta esclusivamente da persone di 65 anni e più, per un totale di quasi 6,9 milioni di nuclei familiari. L’invecchiamento demografico trasforma radicalmente le strutture familiari italiane, ponendo le persone anziane al centro di nuove esigenze sociali e abitative. Il report evidenzia una forte prevalenza della proprietà dell'abitazione (83,6%) tra gli anziani, con quote che sfiorano il 90% nelle zone rurali. Sebbene quasi la metà viva in case medio-piccole, emerge una stabilità residenziale elevata. Sotto il profilo sociale, il supporto di parenti e vicini rimane capillare, riducendo l'isolamento rispetto ad altre tipologie di famiglie unipersonali.
SEGNALAZIONI
Lombardia 2026 - Segnalazione convegni (aggiornamento settimanale)
A cura di PoliS-Lombardia - Centro di documentazione e Biblioteca
Fondazione GIMBE -La mobilità sanitaria interregionale nel 2023
PoliS AI NEWS 05-2026 - Anno III - 13 marzo 2026
A cura di PoliS-Lombardia
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